Smart working, il risparmio di aziende e lavoratori?

Il 68% delle aziende, stando ad un’ indagine condotta dall’ AIDP,  ha affermato che i vantaggi dello smart working superano le problematiche, motivo per cui hanno deciso che prolungheranno tale pratica anche nella fase di ritorno alla normalità.
Questo strumento non è nato a seguito della pandemia di Covid-19, infatti, era già presente da qualche tempo, nonostante fosse poco utilizzato. Sicuramente con la diffusione del virus, le imprese sono corse ai ripari attuando lo smart working e ponendo in essere una serie di normative anche per gli infortuni.

La domanda a cui cercheremo di dare una risposta è la seguente: “Imprese e lavoratori risparmiano davvero con lo smart working, in che misura e quali sono i costi e le criticità?” I benefici sicuramente sono evidenti, ma con il lavoro agile sono venute a mancare una serie di dinamiche interpersonali tipiche dell’ambiente lavorativo: vediamo in che modo.

Sicuramente tra i benefici possiamo notare un notevole aumento della produttività (+15% stando ai dati raccolti dall’Osservatorio del Politecnico di Milano) e una diminuzione dell’assenteismo del 70%.  Molti manager hanno dato una valutazione positiva della pratica dello smart working, specie per quanto riguarda il raggiungimento dei risultati (aspettare di caricare articolo su obiettivi SMART) e l’efficacia del coordinamento. A ciò va aggiunto anche una notevole riduzione dei “costi vivi” di gestione degli uffici (affitto, manutenzioni, ecc.),  ossia poco più del 30% stando sempre ai dati dell’Osservatorio Smart Working di Milano.
La giornata lavorativa in smart working permette ai lavoratori di risparmiare tempo, il quale può essere reimpiegato durante le ore lavorative, facendone aumentare la produttività. Inoltre, i dipendenti riescono a risparmiare anche denaro (circa 17 euro al giorno). Tutto ciò ha permesso ai lavoratori di bilanciare in maniera più ottimale la vita professionale e la vita privata.

E’ necessario, tuttavia, guardare anche l’altro lato della medaglia, ovvero quali sono le criticità che emergono con lo smart working. Molti lavoratori intervistati hanno percepito un senso di isolamento rispetto alle dinamiche interpersonali e comunicative tipiche dell’ambiente lavorativo; inoltre, per svolgere il proprio lavoro lontano dall’ufficio, è necessario un grande sforzo per programmare e coordinare il proprio lavoro, cosa non semplice per tutti. Altre problematiche possono derivare dalla presenza di persone nel luogo in cui si lavora (in particolare la famiglia) e la difficoltà di comunicare attraverso i mezzi digitali. Se da un lato, inoltre, il lavoratore riesce a risparmiare su determinati costi, dall’altro alcune spese divengono più pesanti (basti pensare alle bollette di luce, acqua e gas).

In sintesi, vi sono diversi punti a favore per la prosecuzione dello smart working, tuttavia bisogna essere coscienti che vi sono rischi che devono essere valutati e se possibile annullati, a tal proposito è fondamentale che l’azienda si doti di un efficace processo di risk management.