Consulenza del lavoro: congedo parentale per Covid-19

Il DPCM del 4 Marzo 2020 ha disposto un congedo Covid-19 indennizzato, per la cura dei minori durante il periodo di sospensione delle attività didattiche, fruibile dai genitori lavoratori dipendenti del settore privato, dai lavoratori iscritti alla Gestione separata e dai lavoratori autonomi iscritti all’INPS.

Con il DL n°34 del 19 maggio 2020 (Decreto Rilancio) è stato ampliato il periodo in cui è possibile fruire del congedo COVID-19 (dal 5 marzo 2020 al 31 luglio 2020). Infatti in questo arco temporale i genitori lavoratori potranno richiedere la fruizione di 30 giorni per l’assistenza e la cura della prole. Il congedo è fruibile senza limiti in caso di figli affetti da handicap grave.

L’Inps con la circolare n°81 pubblicata ieri 08/07/20 fornisce le istruzioni amministrative relative alla fruizione del congedo parentale per l’emergenza COVID-19, in particolare:

– chiarisce che i genitori possono fruire del congedo alternativamente

– precisa che 15 giorni possono essere fruiti in alternativa al bonus baby-sitting (specifico per covid) solo se di quest’ultimo si è già chiesto fino a 600 (o 1.000 euro in caso di genitori lavoratori dipendenti). Quindi è consentita la fruizione alternata congedo/ bonus.

Per quanto riguarda le modalità di fruizione del congedo parentale COVID-19 per i lavoratori dipendenti del settore pubblico, la circolare precisa che, le stesse sono a cura dell’Amministrazione pubblica con la quale intercorre il rapporto di lavoro. Pertanto, tale categoria di lavoratori non deve presentare la domanda di congedo COVID-19 all’INPS ma alla propria Amministrazione pubblica.

Tuttavia tenendo conto che il congedo può essere fruito fino al 31 luglio, la circolare arriva tardi, con la conseguenza che per alcuni aspetti risulta inutile considerando che l’anno scolastico è terminato.

 

La circolare inoltre spiega che per le domande presentate dal 29 marzo non avviene più la conversione d’ufficio da congedo ordinario a quello covid-19 (possibile solo per chi ha presentato domanda tra il 4 e il 19 maggio).

La conversione deve essere richiesta dall’interessato presentando una nuova domanda di congedo Covid-19, comunicandolo al datore di lavoro il quale è tenuto ad indennizzare il lavoratore al 50% della retribuzione invece che al 30% e rettificare i flussi Uniemens.

 

Testo circolare Inps: https://www.inps.it/CircolariZIP/Circolare%20numero%2081%20del%2008-07-2020.pdf

 

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